Inizio la stesura di questo articolo invitandovi subito a fare un’osservazione che potrebbe sembrare scontata: quando siamo al supermercato o in un molino non tutte le farine sono uguali!
Ma la statistica mi dice il contrario quando provo a chiedere ai miei corsisti perchè utilizzare una farina piuttosto che un’altra.
Quando si parla di pizza, l’attenzione va spesso su lievito, idratazione o tempi di maturazione. Tutti elementi fondamentali, certo. Ma c’è un ingrediente che viene ancora troppo spesso scelto in modo automatico: la farina.
Nel mio lavoro come chef, maestro pizzaiolo e docente, mi capita spesso di vedere impasti ben progettati fallire semplicemente perché la farina non era adatta al tipo di lavorazione.
La verità è che non esiste “la farina migliore in assoluto”, ma esiste la farina giusta per ogni impasto.
Capire il significato del valore W è il primo passo per smettere di scegliere a caso e iniziare a costruire un impasto davvero coerente.
Il valore W indica la forza della farina, cioè la sua capacità di:
• assorbire acqua
• sviluppare una maglia glutinica stabile
• resistere a lavorazioni e maturazioni più o meno lunghe
In termini pratici, il W ci dice quanto “lontano” possiamo spingere un impasto senza che collassi.
Un errore molto comune è pensare che una farina con W alto sia sempre migliore. In realtà, una farina troppo forte, usata per un impasto breve, può dare risultati peggiori di una farina più debole ma coerente con il progetto.
La forza va scelta in base al tempo e all’idratazione, non al contrario.
Per rendere il concetto chiaro, possiamo suddividere le farine in fasce di utilizzo.
Ideale per:
• impasti diretti
• maturazioni brevi (8–12 ore)
• pizze classiche e gestibili
Se usata per maturazioni lunghe, tende a cedere e a perdere struttura.
È la fascia più versatile e più utilizzata nei laboratori professionali.
Indicata per:
• impasti diretti ben strutturati
• maturazioni da 12 a 24 ore
• idratazioni medio-alte
È spesso la scelta migliore per chi vuole qualità senza complicazioni.
Perfetta per:
• maturazioni lunghe (24–48 ore)
• alte idratazioni
• pizza contemporanea e pizza in teglia
Queste farine garantiscono una buona tenuta, ma richiedono più attenzione nella gestione.
Sono farine molto forti, da usare solo se:
• il tempo di maturazione è lungo
• l’idratazione è elevata
• il metodo è ben chiaro
Usarle “per sicurezza” è uno degli errori più frequenti tra gli appassionati.
Uno degli aspetti che sottolineo sempre nei corsi è che la farina non lavora mai da sola.
Il suo comportamento dipende da come viene inserita in un sistema fatto di:
• acqua
• tempo
• temperatura
• tecnica
Aumentare l’idratazione senza aumentare la forza della farina porta a impasti ingestibili.
Aumentare la forza senza aumentare il tempo porta a impasti tenaci e poco espressivi.
Il segreto è l’equilibrio, non l’estremizzazione.
Una farina ben scelta rende l’impasto:
• più stabile
• più facile da stendere
• più prevedibile in cottura
• più digeribile
Oltre al W, spesso si guarda al tipo di farina: 00, 0, 1, integrale.
Qui è importante fare chiarezza.
• 00 → più raffinata, grande controllo, ideale per pizza
• 0 → leggermente più rustica, buona struttura
• 1 → più sapore, meno estensibilità
• integrale → da usare con criterio, spesso in miscela
Nei contesti professionali, la farina viene spesso miscelata per ottenere un equilibrio tra struttura e gusto. Anche questo è un passaggio educativo importante: non esiste una scelta unica e rigida.
Scegliere la farina giusta significa progettare l’impasto prima ancora di impastare.
È un passaggio di consapevolezza che segna il vero salto di qualità.
Attraverso Educare con Gusto e i percorsi formativi collegati a www.pizzamasterclass.it , continuo a ribadire questo principio: la tecnica non serve a complicare, ma a dare senso a ogni scelta.
Quando la farina è coerente con il metodo, l’impasto smette di essere imprevedibile e diventa uno strumento nelle tue mani.
Ed è lì che nasce una pizza davvero ben fatta.
Per chi desidera approfondire questi temi e sviluppare competenze più avanzate:
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Chef, maestro pizzaiolo e docente presso istituti alberghieri ed enti di formazione. Autore del progetto Pizza Masterclass e fondatore del blog Educare con Gusto.