Pizza Masterclass

Pizza ad alta idratazione: metodo, percentuali ed alcuni miei segreti

Pizza ad alta idratazione

Cos’è davvero la pizza ad alta idratazione (e perché tutti ne parlano)

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di pizza ad alta idratazione. Ma dietro questo termine non c’è una moda passeggera: c’è un’evoluzione tecnica che nasce nei laboratori professionali e che oggi può essere replicata anche a casa, se affrontata con metodo.

Con alta idratazione si intende un impasto in cui la percentuale di acqua rispetto alla farina supera il 65–70%. Questo tipo di impasto permette di ottenere una pizza più leggera, alveolata e digeribile, con una struttura interna ariosa e una sensazione al palato decisamente più scioglievole.

Nel mio lavoro come chef, maestro pizzaiolo e docente, spiego spesso che l’idratazione non è un valore assoluto: non esiste “l’idratazione giusta” in senso universale, ma esiste l’idratazione corretta in base alla farina, al metodo e ai tempi di maturazione. È proprio questo equilibrio che fa la differenza tra un grande risultato e un impasto ingestibile.

Percentuali, farine e gestione dell’impasto: il metodo prima dei numeri

Quando si parla di pizza ad alta idratazione, molti si concentrano solo sui numeri: 70%, 75%, 80%. In realtà, il vero segreto non è spingersi il più in alto possibile, ma saper gestire correttamente l’acqua inserita.

Per iniziare, consiglio sempre di lavorare su queste fasce:

  • 65% → impasto evoluto ma ancora facilmente gestibile
  • 70% → alta idratazione “reale”, ideale per pizza contemporanea
  • 75% e oltre → solo con esperienza, pieghe corrette e farine adeguate

La scelta della farina è fondamentale: servono farine con una buona forza (W 300–330), capaci di sostenere l’acqua e i lunghi tempi di maturazione senza collassare. Una farina debole, con idratazioni elevate, porta inevitabilmente a impasti molli, appiccicosi e difficili da stendere.

In questo tipo di lavorazioni diventano indispensabili:
  • impastamento graduale (inserendo l’acqua poco alla volta)
  • pieghe di rinforzo, che danno struttura senza stressare l’impasto
  • riposi controllati, per permettere al glutine di organizzarsi

Nei laboratori professionali — e lo stesso vale nei corsi che tengo — l’impasto ad alta idratazione viene sempre “accompagnato”, mai forzato. È una lavorazione che richiede attenzione, ma restituisce risultati di grande qualità.

Maturazione, stesura e cottura: quando l’alta idratazione esprime il meglio

Un impasto molto idratato ha bisogno di tempo. La maturazione lenta è ciò che rende questo tipo di pizza non solo bella esteticamente, ma anche digeribile.

Una gestione efficace prevede:

  • breve fase iniziale a temperatura ambiente
  • lunga maturazione in frigorifero (24–48 ore)


Durante questo tempo, l’impasto sviluppa profumi complessi e una struttura interna equilibrata. È qui che la pizza ad alta idratazione rivela la sua vera natura: leggera ma strutturata, soffice ma non gommosa.

La stesura è un altro momento chiave. Un impasto ricco d’acqua va trattato con delicatezza:
niente mattarello, niente pressione eccessiva. I polpastrelli devono guidare l’aria verso l’esterno, preservando il lavoro svolto durante la lievitazione.

Infine la cottura. Le pizze ad alta idratazione danno il meglio con cotture rapide e temperature elevate. Anche nel forno di casa, utilizzando una pietra refrattaria o una teglia in acciaio ben preriscaldata, è possibile ottenere una pizza con:

  • cornicione sviluppato
  • base asciutta e fragrante
  • interno morbido e alveolato

L’alta idratazione è una tecnica, non una scorciatoia

La pizza ad alta idratazione non è una scorciatoia per ottenere una pizza migliore, ma una tecnica evoluta che richiede consapevolezza e metodo. Quando viene gestita correttamente, permette di portare nella cucina di casa risultati che fino a qualche anno fa erano esclusivi delle pizzerie professionali.

È con questo approccio — lo stesso che condivido nei miei corsi e attraverso Educare con Gusto, in continuità con il progetto  www.pizzamasterclass.it  — che la pizza diventa non solo un prodotto da replicare, ma un percorso di crescita tecnica e culturale.

Conoscere l’idratazione significa conoscere l’impasto.
E conoscere l’impasto significa fare un salto di qualità reale.

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Chef Giulio Borriello

Chef Giulio Borriello

Chef, maestro pizzaiolo e docente presso istituti alberghieri ed enti di formazione. Autore del progetto Pizza Masterclass e fondatore del blog Educare con Gusto.

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